Periartrite

 

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Che cos'è la periartrite? Quando si usa il termine periartrite si parla di una patologia che colpisce i tessuti periarticolari. Se si infiamma la capsula articolare o se si infiammano i tendini, i legamenti, le borse sinoviali, oppure il tessuto muscolare nel posto in cui c'è l'attaccamento del tessuto  alle ossa dell'articolazione, allora si potrà parlare di periartrite. Questa malattia può colpire tutti i tipi di connessioni articolari che esistono nel sistema motorio del corpo.

La maggior parte delle persone a rischio di periartrite sono di età superiore ai quarant'anni. Lo sviluppo della malattia può richiedere anche diverso tempo e comportare sia ipotermia, che varie lesioni. A volte, sono anche altre malattie che invece favoriscono l'insorgenza di questa patologia. Tra le patologie che potrebbero causare periartrite, ci sono l'artrite, la sciatica, la spondilosi, i disturbi del sistema nervoso, l'infarto del miocardio e non solo.

 

 

Definizione periartrite

Con il termine periartrite ci si riferisce ad una malattia infiammatoria degenerativa che interessa soprattutto i tessuti di natura fibrosa che si trovano intorno alle articolazioni, come tendini, borse sierose e tessuto connettivo. In base ai vari sintomi accusati dal paziente, il medico può fornire una diagnosi certa anche grazie al supporto della diagnostica per immagini.

Volgarmente la gente tende a distinguere varie patologie: la periartrite della spalla, la periartrite dell'anca, del braccio, del ginocchio, eccetera. Gli esperti sostengono che esistono diverse forme di periartrite e per questo motivo si rende necessaria una dettagliata descrizione.

Prendiamo come esempio la periartrite scapolo – omerale che risulta essere una delle patologie reumatiche più frequenti che interessa entrambi i sessi. In genere sono le donne ad essere quelle più colpite, ma la malattia si manifesta soprattutto tra i 40 e i 60 anni. Gli esperti però sottolineano che esistono 4 forme cliniche diverse di periartrite scapolo – omerale. Di seguito è disponibile una descrizione dettagliata.

 

Periartrite scapolo omerale

Andiamo a scoprire le 4 forme cliniche di periartrite scapolo - omerale:

  1. La periartrite scapolo – omerale acuta, conosciuta anche come spalla dolorosa acuta, si manifesta improvvisamente con un dolore così forte da immobilizzare la spalla. Si tratta di un dolore continuo che peggiora nelle ore notturne. In questo caso il medico riscontra che l’articolazione della spalla è bloccata.

  2. Spalla di Milwaukee: questa è una forma poco comune che di solito colpisce le donne anziane. Le pazienti accusano un forte dolore e la perdita della funzionalità della spalla. In alcuni casi questa forma può manifestarsi in modo grave tanto da dover ricorrere ad un intervento chirurgico.

  3. Periartrite scapolo – omerale cronica semplice: si tratta della forma più frequente. In pratica questa rappresenta una sorta di evoluzione della forma acuta perché si presenta in modo graduale. In questi casi il dolore si acutizza rendendo difficile anche il riposo di notte, mentre la guarigione risulta essere abbastanza lenta.

  4. Periartrite scapolo – omerale cronica anchilosante: nella maggior parte dei casi si tratta della fase finale di una forma acuta di periartrite. Colpisce soprattutto le donne anziane, non provoca molto dolore ma la spalla risulta bloccata.

 

Periartrite sintomi

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L’infiammazione coinvolge tendini, tessuto connettivo, borse sierose. I tendini presi di mira sono quelli della cuffia dei rotatori, della borsa subacromiodeltoidea e dell’articolazione scapolo-omerale (tra scapola e omero).

Soffermiamoci sulla sintomatologia riferita alla periartrite della spalla (o scapolo-omerale), la patologia più diffusa e che colpisce di più le donne: provoca dolori acuti, irrigidimento, limitazione della funzionalità delle braccia. Occorre fare una distinzione tra infiammazione cronica ed acuta.

Nella forma acuta, la periartrite si manifesta con un dolore fortissimo alle articolazioni: si intensifica in poche ore, aumenta durante la notte, talvolta dura svariati giorni ed impedisce i naturali movimenti della spalla. La forma cronica si sviluppa progressivamente e, inizialmente, può non manifestarsi un dolore forte. In tutti i casi, il dolore alla spalla si avverte sia a riposo che muovendo il braccio. A limitare il movimento causando l’irrigidimento del braccio è, in realtà, la borsite, mentre la tendinite del muscolo bicipite o di quello infraspinato non limita affatto il movimento del braccio.

Con la periartrite al ginocchio si va incontro ad un dolore forte ed acuto che giunge proprio dall'articolazione. Il dolore è più avvertito quando la gamba produce movimenti particolari come ad esempio piegamenti o quando si fa una camminata a passo svelto. Anche per quanto riguarda l'anca, se l'articolazione è infiammata, si avverte un dolore moderato che diventa forte quando si compiono movimenti come salire le scale o accavallare le gambe.

 

 

La periartrite semplice: i sintomi

I sintomi della periartrite in forma semplice sono la comparsa di un lieve dolore e l'obbligo di ridursi a limitati movimenti. Ad esempio, la periartrite all'articolazione della spalla si verifica con la presenza del disagio durante i movimenti: con la periartrite semplice diventa impossibile alzare il braccio, o ci sono sensazioni spiacevoli se si verifica di notte, quando si dorme su una spalla dolorante.

Approfondisci l'argomento: Sintomi periartrite

 

Periartrite diagnosi

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E’ estremamente importante eseguire una diagnosi precoce di periartrite per intervenire sull’infiammazione con maggiore probabilità di successo. A seconda dei sintomi accusati dal paziente, l’ortopedico procederà con una diagnosi approfondita: radiografia (raggi X), ecografia dei tessuti molli, analisi del sangue, risonanza magnetica nucleare.

E’ necessaria una diagnosi precisa in quanto non tutte le infiammazioni articolari (specie dei tendini) derivano dalla periartrite pur interessando zone tipiche come le spalle o le anche. Per un sospetto di periartrite si ricorre alla risonanza magnetica o all’artroscopia.

La risonanza magnetica, esame prettamente diagnostico, esplora tendini, cartilagine, legamenti, osso evidenziando alterazioni importanti come l’infiammazione delle borse sierose o la calcificazione dei tendini.

L’artroscopia è un vero e proprio trattamento chirurgico utilizzato per artrosi, artrite e periartrite: il chirurgo ortopedico introduce una fibra ottica (del diametro massimo di 4 mm) all’interno della spalla controllando, attraverso le immagini trasmesse su un monitor, eventuali lesioni articolari da operare nel corso dello stesso esame mini invasivo previa anestesia parziale o totale.

Dopo il necessario intervento la spalla verrà bendata e protetta da un tutore e verranno somministrati farmaci antidolorifici. Il paziente tornerà a casa nell’arco di 3 giorni, dovrà eseguire determinati esercizi e potrà riprendere le normali attività quotidiane dopo 2 settimane.

Approfondisci l'argomento: Diagnosi periartrite

 

Cause della periartrite

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La periartrite si sviluppa quando sopraggiungono problemi alle articolazioni che controllano i movimenti delle braccia. Il dolore acuto insorge a causa di diversi fattori responsabili della periartrite: cadute, traumi, lesione ai muscoli oppure ai tendini dell’omero, dell’osso del braccio che si articola alla spalla.

Altre cause sono l’avanzare dell’età o una naturale malformazione delle spalle: anche una postura scorretta o movimenti ripetuti da sportivi (ad esempio, tennisti o giocatori di pallavolo abituati a sollevare e slanciare le braccia) possono provocare la periartrite. I fenomeni che scatenano questa patologia possono essere di natura degenerativa o infiammatoria.

Le cause precise restano, attualmente, poco chiare e, sulla base di diverse ricerche scientifiche, i fattori principali sono: età superiore a 50 anni, sesso femminile, precedenti infortuni o interventi chirurgici che interessano l’articolazione sofferente di periartrite, cattiva postura, diabete, diverse forme di artrite (osteoartrite, artrite reumatoide), sforzi o movimenti ripetuti con una determinata articolazione o parte del corpo, trauma, ma anche infarto, ictus o una prolungata esposizione al freddo.

Approfondisci l'argomento: Cause della periartrite

 

Cura periartrite

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Il trattamento della periartrite dipende dalla gravità della sintomatologia e della condizione infiammatoria.

Nei casi lievi associati a piccoli traumi ed in assenza di lesioni, sarà sufficiente stare a riposo per una settimana evitando movimenti che provocano dolore o qualsiasi tipo di sforzo ed applicando ghiaccio sulla parte dolente.

Nei casi di gravità intermedia, si ricorre ad un trattamento di tipo conservativo che prevede l’assunzione di  farmaci antinfiammatori (paracetamolo, FANS come il ketoprofene o il diclofenac, pomate o infiltrazioni di corticosteroidi in grado di agire direttamente nella zona interessata).

In casi gravi come la periartrite scapolo-omerale acuta si interviene con iniezioni intrarticolari, in altri casi si ricorre ad iniezioni di acido ialuronico.

Al trattamento farmacologico può seguire una terapia di riabilitazione (fisioterapia, esercizi di stretching e potenziamento dei muscoli vicini all’articolazione danneggiata).

Lo scopo della riabilitazione è ripristinare la normale funzionalità dell’articolazione della spalla bloccata nella fase acuta dalla periartrite.

Nelle forme croniche, il medico ortopedico può consigliare un intervento chirurgico per ripristinare il tendine compromesso.

Approfondisci l'argomento: Cura periartrite

 

 

Rimedi naturali periartrite

La periartrite è una patologia degenerativa ed infiammatoria che interessa articolazioni, tendini e tessuto connettivo. Oltre ai farmaci ed alla chirurgia, soprattutto per le forme lievi, è possibile provare trattamenti naturali e rimedi casalinghi che possono alleviare il dolore ed in alcuni casi calmare l'infiammazione.

 

Esercizi per la periartrite

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La periartrite è una malattia degenerativa che può essere gestita con successo da un programma di esercizi eseguiti dal paziente a casa propria. Prima di iniziare la seduta di esercizi è obbligatorio "allungare" la zona infiammata applicando una fonte di calore per un minimo di 10 minuti.
Per approfondire l'argomento vi consigliamo di leggere l'articolo:
esercizi per la periartrite.

 

Trattamenti olistici

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E' possibile alleviare il dolore dovuto da periartrite con rimedi naturali come gli oli essenziali. Massaggiare l'articolazione infiammata con olio di menta piperita ha lo scopo di favorire la circolazione sanguigna in modo tale da ridurre l'infiammazione e di conseguenza il dolore.

 

Agopuntura

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L'agopuntura, nell'ambito dei trattamenti non convenzionali, potrebbe ridurre l'infiammazione dell'articolazione infiammata e alleviare i dolori senza effetti collaterali o particolari controindicazioni. Qui trovate maggiori informazioni: periartrite e agopuntura.

 

Periartrite e ghiaccio

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Per curare i sintomi della periartrite è possibile utilizzare la crioterapia. Una comune borsa del ghiaccio andrà applicata sulla zona infiammata pe run massimo di 15 o 20 minuti. Il ghiaccio funge da antidolorifico grazie al suo effetto analgesico. L'alternarsi del freddo e caldo nella zona interessata provoca una vasocostrizione con un'azione miorilassante. Approfondimenti su "periartrite e ghiaccio".

 

Integratori alimentari

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Numerosi sono gli integratori e le piante medicinali utili alla causa della periartrite. Ne citiamo qualcuna: curcuma, artiglio del diavolo, malva, camomilla, liquirizia, assenzio,valeriana, luppolo, calendula.

 

Periartrite consigli

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Dopo aver individuato le cause scatenanti la periartrite, ciò che il medico consiglia di fare è semplicemente evitare di ripetere determinati errori (postura scorretta, movimenti ripetuti che portano ad uno sforzo estremo di una  determinata articolazione o parte del corpo).

L’ortopedico, nei casi di media ed elevata gravità, consigliano sempre una terapia riabilitativa di almeno 6 mesi e, in particolare, esercizi da eseguire in casa per evitare di tenere il braccio fermo per troppo tempo.

Il ghiaccio può aiutare a ridurre il dolore, in alcuni casi, rappresenta un’alternativa per chi soffre di allergie ai farmaci.

Approfondisci l'argomento: Consigli periartrite

Tecarterapia: cos'è, come funziona, benefici, prezzi, controindicazioni

 

Cos'è la Tecarterapia?

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La tecarterapia è una innovativa e rivoluzionaria tecnologia per fisioterapisti, osteopati e medici sportivi.

TECAR o Tecarterapia è un metodo particolarmente innovativo per il rilievo del dolore articolare e muscolare e il ripristino della funzione in patologie sia acute che croniche.

La Tecarterapia consente il trattamento di malattie articolari e muscolari che si incontrano frequentemente in riabilitazione e fisioterapia.

Indolore e non invasivo, è sicuramente il trattamento fisioterapico più piacevole e ben tollerato: questa tecnica è confortevole per i pazienti, che sperimentano un calore diffuso all'interno dei tessuti. L'uso di questa tecnologia consente ai terapisti di trattare molte malattie in modo più efficace.

Il principio di base è quello di consentire la stimolazione dei meccanismi naturali di autoriparazione del corpo umano, promuovendo così la rapida riabilitazione della funzione muscolare e articolare.

La tecnologia TECAR è ora riconosciuta a livello internazionale, con oltre 25.000 professionisti che la utilizzano regolarmente, essa ha aperto nuovi orizzonti in termini di metodi di trattamento e sul futuro della fisioterapia.

Il fatto che la termoterapia produca effetti nel tessuto biologico è noto da millenni.

Esistono studi in varie forme di terapia termica, in cui l'effetto termico e l'ipertermia tissutale sono chiaramente efficaci nel trattamento di disturbi che interessano il sistema muscolo-scheletrico e altro ancora.
Tuttavia, questo non è sufficiente per spiegare il successo della tecarterapia in Italia e in altri paesi europei. Negli ultimi anni questo dispositivo elettromedicale si è diffuso in tutta Europa e nel Medio Oriente, i numeri stanno crescendo, insieme ai livelli di soddisfazione tra i fisioterapisti e i medici che hanno iniziato a usarlo in varie parti del mondo.

Se aggiungiamo la rinomanza del metodo e i presunti effetti miracolosi che gli vengono attribuiti, iniziamo a vedere l'inizio di una reale predisposizione per la guarigione e uno straordinario effetto placebo che può essere aggiunto a quello biofisico.

Ma veniamo al dunque e analizziamo tutte le caratteristiche e le funzionalità di questa moderna tecnologia, iniziando dal nome stesso.

 

 

Che cosa significa Tecarterapia?

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Il termine TECAR sta per Trasferimento Elettrico Capacitivo e Resistivo,  è stato sviluppato in Spagna nel 1997 e oggi svolge un ruolo sempre più importante nella fisioterapia strumentale.

È ampiamente usato nella medicina dello sport, poiché fornisce risultati molto veloci, i miglioramenti sono osservabili infatti fin dalla prima sessione.

Il trasferimento di elettricità (TE) è reso possibile dalla corrente ad alta frequenza e dagli elettrodi «CET e RET». Inizialmente, l'elettrodo CET si rivolge al trattamento dei tessuti molli (muscoli e altro tessuto connettivo) per un'azione localizzata superficiale o semi-profonda. L'elettrodo RET si concentra su tessuti duri, come tessuto osseo o articolazioni.

 

Come funziona la Tecarterapia?

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Per capire come funziona la terapia Tecar, dobbiamo prima capire il contesto della sua applicazione. Abbiamo a che fare con il campo dell'elettrofisiologia.

Questa disciplina è lo studio degli effetti elettrici ed elettrochimici che si verificano nelle cellule o nei tessuti degli organismi viventi, in particolare i neuroni e le fibre muscolari.

Per comprendere la Tecar terapia, dobbiamo quindi pensare a livello cellulare.

A questo livello, una cellula può essere paragonata a una batteria elettrica, composta da una carica negativa all'interno della membrana e una carica positiva all'esterno.

La tecarterapia sfrutta diverse funzioni del corpo umano, compresa l'ipertermia, a seconda dei trattamenti da effettuare. Ad esempio, l'ipertermia è particolarmente utile per sbloccare le articolazioni rigide dopo un lungo periodo di immobilizzazione, contrazioni, strappi muscolari o per il trattamento della lombalgia.

C'è una differenza sostanziale nel potenziale elettrico per ogni tipo di tessuto: questo valore è fisso e noto in base al tessuto.

Ad esempio, il muscolo ha una differenza standard nel potenziale elettrico di - 90 mV.In caso di infortunio o malattia, questo indicatore potrebbe scendere a -20/30 mV, causando un malfunzionamento della cella, che può durare per un tempo più o meno lungo a seconda del tipo di infortunio o malattia. La Tecarterapia consente l'accelerazione del naturale processo di guarigione delle cellule stimolando il potenziale della membrana cellulare.

La macchina ha un'azione stimolante sul potenziale della membrana cellulare.
Il funzionamento della macchina si basa sulla generazione di un campo magnetico ad alta frequenza; nel mercato ci sono macchine con una frequenza compresa tra 0,45 MHz e 1,2 MHz.

La maggiore temperatura all'interno della cellula determina un aumento del metabolismo, ovvero un aumento del flusso di nutrienti e ossigeno all'interno e una maggiore eliminazione dei cataboliti (sostanze di scarto).
Il calore generato è di origine endogena,è il risultato della resistenza del tessuto al movimento degli ioni (atomi con carica positiva o negativa) nella cellula, causato dall'effetto di condensazione della Tecarterapia.

L'alta frequenza delle correnti applicate permette al tessuto del corpo di riscaldarsi in profondità, anche senza la contrazione dei muscoli, che, invece, avviene con l'elettroterapia (TENS).

A livello vascolare, la tecarterapia agisce riequilibrando la permeabilità dei capillari e delle membrane cellulari mentre quando si utilizza l'elettrodo resistivo, si produce un effetto maggiore nei tessuti con una minore concentrazione di acqua: ossa, tendini, tessuto adiposo e guaina muscolare. L'elettrodo capacitivo invece agisce sul tessuto molle con alto contenuto di acqua: muscoli e vasi sanguigni.

 

 

Come si usa la Tecarterapia?

Esistono tanti modelli di dispositivi per la tecarterapia. che variano in base alla frequenza, alla potenza, al tipo di materiali utilizzati.

In pratica, l'apparecchiatura della Tecarterapia è costituita da una "piastra di ritorno" neutra posta a contatto con il corpo del paziente. Il terapeuta lavora con un secondo elettrodo sull'area da trattare.

L'elettrodo "attivo" può essere azionato manualmente dal fisioterapista o fissato direttamente nell'area da trattare.

Se il secondo elettrodo viene spostato manualmente, è necessario applicare una piccola crema nella zona da trattare per facilitare lo scorrimento.

A seconda della patologia, il terapeuta decide se utilizzare il trattamento resistivo, capacitivo o entrambi.

La durata della seduta dipende dalla patologia o disturbo trattati, la media è di circa 20 minuti, ma può anche durare un'ora in caso di malattia in fase acuta.
In generale, il paziente non avverte alcun fastidio durante la sessione, ma in alcuni casi è necessario aumentare il livello di potenza per creare un effetto termico.
Se il fisioterapista lo ritiene opportuno,  si possono eseguire alcuni esercizi durante il trattamento o  massaggiare l'area interessata mantenendo l'elettrodo con il palmo della mano.

 

Quali sono i benefici della tecarterapia?

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I pazienti notano una riduzione del dolore sin dalla prima sessione di tecarterapia, rendendo più facile per il terapeuta lavorare in profondità, accelerando così il processo di riabilitazione o recupero.

Questa tecnologia viene apprezzata per diversi motivi: il paziente avverte immediatamente i benefici dell'energia nei tessuti, gode di una riabilitazione più rapida e di un trattamento efficace e indolore.

I trattamenti che utilizzano questa attrezzatura innegabilmente fanno risparmiare tempo e offrono un livello di comfort apprezzato all'unanimità dai pazienti.

 

La tecarterapia dunque apporta innumerevoli benefici, in particolare:

  • Riduce il dolore;

  • Migliora la circolazione sanguigna superficiale e profonda (oltre alla tecar è consigliabile utilizzare in tal senso tutori e compressori che facilitano la circolazione sanguigna, per approfondimenti: eumedica.it);

  • Stimola il drenaggio venoso e linfatico;

  • Influisce sul ripristino dell'attività dell'equilibrio metabolico.

 

Il tessuto cicatriziale fibroso derivante dal danno biologico è tipicamente viscoso e ischemico, sede di processi metabolici e, in particolare, è molto carente a livello nutrizionale.

La rivascolarizzazione di queste aree, attraverso l'aumento della temperatura interna, ripristina un corretto metabolismo che restituisce vitalità ai tessuti.

Non producendo effetti collaterali della superficie, l'elettrodo resistivo può essere tenuto in posizione per un lungo periodo, consentendo al tessuto di raggiungere quei livelli di endotermia a cui non è possibile arrivare diversamente.

Attraverso l'ipertemia, infatti, il tessuto trattato raggiunge la temperatura necessaria per innescare le reazioni metaboliche vitali del proprio tessuto sano.

L'ipertemia innescata attira ossigeno nei tessuti, inducendo una vascolarizzazione profonda e diffusa che ripristina i livelli metabolici intracellulari.

 

 

Gli effetti principali della biostimolazione indotta con la Tecarterapia sono:

  • Aumento del metabolismo cellulare circonferenziale con accelerazione delle pompe ioniche e aumento della conduttività elettrica dei tessuti;

  • Iperossigenazione del tessuto con riduzione dei processi infiammatori;

  • Rimozione dei cataboliti tissutali;

  • Riduzione del dolore a causa della desensibilizzazione delle terminazioni periferiche e dell'aumento delle endorfine;

  • Aumento della velocità di riparazione e rigenerazione dei tessuti e risoluzione di processi infiammatori degenerativi cronici;

  • Rilassamento muscolare e azione antifatica.

 

Controindicazioni della Tecarterapia

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Sebbene la tecarterapia non presenti controindicazioni specifiche, in alcuni soggetti può scatenare svariati effetti collaterali.

 

Per questo motivo l'uso della Tecarterapia è sconsigliato in caso di:

  • Gravidanza;

  • Arteriopatia;

  • Tumore maligno;

  • Pacemaker;

  • Parestesia nella zona trattata (ad esempio, l'ernia del disco così come il  diabete può causare una perdita di sensibilità nel piede).

 

Quali sono le principali applicazioni della Tecarterapia?

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L'uso della Tecarterapia è variabile e si adatta alla parte del corpo in cui è applicata.

Secondo gli studi, ad esempio, la spalla risponde meglio al trattamento fatto in ipotermia (a freddo), mentre le ginocchia hanno risultati migliori con l'ipertermia (alto calore).

In linea di massima, a qualunque parte del corpo venga applicata, essa differisce dagli altri dispositivi elettromedicali principalmente per le seguenti caratteristiche:

  • Effetto endogeno (cioè, l'energia utilizzata viene prodotta dall'interno);

  • Alta penetrazione nel corpo;

  • Possibilità di trattare anche la malattia nella fase acuta;

  • Dotazione di due tipi di elettrodi: il capacitivo e il resistivo.

 

La Tecarterapia può essere utilizzata con successo per molte malattie, non solo in applicazioni ortopediche e sportive, ma anche vascolari, reumatologiche ed estetiche.

Oltre 25.000 fisioterapisti, osteopati e medici sportivi di tutto il mondo utilizzano la tecarterapia nel loro lavoro quotidiano.

Questa tecnologia avanzata è utilizzata sia nella gestione della patologia acuta e cronica, sia nel mondo dello sport di alto livello che nel trattamento di vere e proprie patologie croniche.
 

I migliori risultati possono essere ottenuti nel trattamento di queste malattie o disfunzioni:

  • Dolore alla spalla ( tendinopatia sovraspinosa e segmento lungo del bicipite, borsite);

  • Periartrite alla spalla;

  • Periartrite al ginocchio;

  • Periartrite all'anca;

  • Lesioni muscolari e dolori muscolari, affaticamenti e contratture;

  • Distorsione alla caviglia con gonfiore e infiammazione;

  • Dolore al tallone e fascite plantare;

  • Dolore al ginocchio a causa  di artrosi, sindrome del dolore femoro-rotulea;

  • Drenaggio linfatico;

  • Malattie reumatologiche come la spondilite;

  • Osteoartrosi dell'anca;

  • Lombalgia o mal di schiena causato da infiammazione dei tessuti;

  • Linfedema nel braccio;

  • Frattura dello scafoide;

  • Sindrome della fascia ilio tibiale.

 

Tra i problemi alla spalla o articolari troviamo anche la periartrite, una patologia infiammatoria a carico delle articolazioni della spalla o dell'anca, che spesso richiede una terapia antinfiammatoria.

L'applicazione di calore tramite tecarterapia in caso di periartrite può favorire il recupero e consentire una più rapida guarigione.

I terapeuti usano comunemente la tecarterapia come parte dei protocolli di recupero dinamico.

 

Tecarterapia prezzi

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Il prezzo di una singola seduta con un trattamento di Tecarterapia varia in base alla durata, da struttura a struttura e persino da nord a sud dell'Italia. Indicativamente è possibile affermare che il costo di una seduta di Tecarterapia può oscillare da un minimo di 25€ fino ad un massimo di 50€.

Caffè e artrite: meglio non berlo

 

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Che sia servita sotto forma di caffè caldo, caffè freddo, bevande energetiche, bibite gassate o persino cioccolato fondente, la maggior parte di noi ama la caffeina.

In media si stima un consumo di circa 300 mg al giorno, principalmente da caffè.

Se tutti sappiamo che l'abuso di caffè non è certo salutare, non tutti forse sanno che esiste una correlazione molto stretta tra questa bevanda e l'artrite e periartrite che renderebbe il caffè veramente nocivo per chi soffre di questa patologia.

Se soffri di artrite devi smettere di bere caffè, meglio non berlo (così dicono gli esperti!).

L'artrite è l'infiammazione di una o più articolazioni, i sintomi includono dolore, gonfiore e rigidità.

I tipi di artrite vanno da quelli che si verificano comunemente con l'età a condizioni influenzate dall'ereditarietà: l'artrite reumatoide è una malattia autoimmune cronica che causa infiammazione soprattutto nelle piccole articolazioni, come quelle delle mani e dei piedi.

La gotta è un tipo di artrite causata da livelli di acido urico che si manifestano improvvisamente e severamente, causando dolore, arrossamento, spesso nell'articolazione dell'alluce. L'artrosi è una malattia degenerativa delle articolazioni che si verifica quando la cartilagine si rompe.

In tutte queste condizioni cliniche è sconsigliato bere caffè: esistono studi e ricerche scientifiche a conferma di quanto il caffè possa incidere pesantemente sulla degenerazione della patologia artritica, anche se le teorie sostenute sono in alcuni casi contrastanti.

Analizziamo allora più nel dettaglio ciò che la scienza afferma in proposito.

 

 

Caffè e artrite: ricerche e studi scientifici

Per quanto gli studi scientifici rivelano che è meglio non bere caffè in caso di artrite, non tutti gli esperti sposano questa teoria.

 

Alcuni studi hanno dimostrato che il caffè è benefico.

In uno studio pubblicato su Clinical Rheumatology nel febbraio 2017, i ricercatori hanno esaminato l'effetto del caffè sull'infiammazione subclinica e sullo stress ossidativo e hanno scoperto che i bevitori di caffè avevano più probabilità di curare l'infiammazione.

Questo non sorprende, perché le proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie del caffè sono un motivo per cui gli esperti hanno collegato il consumo di caffè a un ridotto rischio di sviluppare il diabete.

Questi risultati concordano solo parzialmente con uno studio più ampio pubblicato un anno dopo, che ha rilevato che né il caffè né il tè né la caffeina hanno avuto alcun effetto sulla malattia delle articolazioni autoimmuni.

Questo studio, pubblicato nel novembre 2003, è stato condotto da ricercatori della Harvard Medical School e Brigham and Women's Hospital di Boston.

Gli autori di entrambi gli studi spiegano che è necessario più lavoro per determinare se la caffeina o le bevande contenenti caffeina influenzano l'artrite reumatoide.

 

Tuttavia, non tutti gli studi hanno avuto gli stessi risultati.

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In uno studio dell'Università dell'Alabama di Birmingham, pubblicato nel gennaio 2002, si è valutato se il consumo di caffè, tè e caffeina in generale aumentasse il rischio di dolori articolari. Si è scoperto che chi consumava fino a 3 tazze di tè con caffeina al giorno aveva un aumentato rischio di sviluppare la condizione articolare rispetto a chi non beveva mai il tè.

I volontari che hanno bevuto più di 3 tazze di caffè decaffeinato erano anche a maggior rischio di RA rispetto ai non bevitori. Gli autori hanno concluso che mentre il consumo di caffè e tè ha un effetto sull'artrite reumatoide, la caffeina sembra giocare un ruolo piccolo, se non nullo, nell'insorgenza della malattia.

Un piccolo studio pubblicato nell'agosto 2016 ha rilevato che dopo aver bevuto caffè, alcune persone hanno mostrato segni evidenti di questi effetti antinfiammatori, ma altri, al contrario, hanno visto espandersi l'infiammazione.

Purtroppo sono la maggior parte gli studi che confermano che bere caffè può aumentare il rischio di sviluppare l'artrite reumatoide: ricerche condotte in Finlandia suggeriscono che il numero di tazze di caffè bevute giornalmente è legato al maggior rischio di sviluppare la condizione.

I medici dell'Istituto Nazionale di Sanità Pubblica di Helsinki hanno esaminato la loro teoria in un sondaggio trasversale di quasi 7.000 persone.

Hanno scoperto che il numero di tazze di caffè consumate quotidianamente era fortemente associato al fattore reumatoide, il quale, a sua volta, può contribuire all'insorgenza dell'artrite reumatoide, che colpisce circa l'1% della popolazione.

Può portare a invalidità permanente e persino, in casi estremi, può colpire gli organi principali, causando danni potenzialmente letali.

Il team di ricerca ha anche monitorato un gruppo di quasi 19.000 per un periodo di 15 anni, nessuno dei quali ha avuto alcuna evidenza di artrite quando è stato testato per la prima volta.

Hanno scoperto che le persone che bevevano quattro o più tazze di caffè al giorno avevano il doppio delle probabilità di risultare positivi all'artrite rispetto a quelli che ne bevevano di meno.

I risultati si sono dimostrati veri anche dopo l'aggiustamento per altri fattori di rischio, come età, sesso, fumo e peso.

Riferiscono anche che coloro che bevevano 11 o più tazze al giorno avevano una probabilità quasi 15 volte maggiore di avere un fattore reumatoide come bevitori non di caffè.

Gli autori di questo studio hanno concluso che bere caffè gioca un ruolo nello sviluppo dell'artrite reumatoide: suggeriscono che alcuni ingredienti nel caffè innescano la produzione di un fattore reumatoide, che può in seguito portare alla malattia.

Ma gli autori sottolineano anche che, dagli anni '70, circa il 75% dei bevitori di caffè finlandesi è passato dal bere caffè bollito a bere caffè filtrato, e suggeriscono che il tipo di caffè consumato potrebbe avere qualcosa a che fare con il rapporto tra caffè e artrite reumatoide.

 

 

Caffè e artrite: ecco perché è meglio non berlo

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L'infiammazione è un filo comune che si svolge in tutti i tipi di condizioni artritiche.

È qui che gli esperti tendono a credere che la caffeina abbia un effetto sulla malattia.

Un articolo sulla newsletter "InFocus" del marzo 2002 dell'American Autoimmune Related Diseases Association ha spiegato che la caffeina peggiora i sintomi di infiammazione associati all'artrite.

Ricercatori dell'Istituto Nazionale di allergie e malattie infettive hanno scoperto che la caffeina interferisce con i recettori che controllano l'infiammazione, ma non influenza i livelli di acido urico in relazione alla gotta o interferisce con il sistema immunitario, che è collegato all'artrite reumatoide.

Ci sono molti fattori che devono essere presi in considerazione quando si considera il consumo di caffè se si soffre di artrite.

Se il sonno è un problema, consumare caffeina può interferire, inoltre può anche influenzare i livelli di energia e potrebbe esserci interazione tra determinati farmaci e caffè.

Gli esperti dicono che fino a quando la ricerca non chiarirà in modo univoco il ruolo del caffè sull'artrite probabilmente non c'è motivo di eliminarlo del tutto, ma è sempre meglio non berlo (sia in forma di espresso, moka, capsule o cialde... se siete amanti del caffè vi consigliamo di fare un giro su cialdemania); o farne un uso moderato.